Piazza Mazzini a Pescia, lunga piazza con palazzi storici e in fondo il Palazzo del Vicario con la torre dell'orologio
Piazza Mazzini, Pescia — foto: Mongolo1984 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons · fonte

Prima di partire alla scoperta di Lucca, Firenze o dei borghi della Valleriana, vale la pena dedicare qualche ora a Pescia stessa. Il centro storico si gira bene a piedi e ha una particolarità che si nota subito: il fiume Pescia lo attraversa e lo divide in due parti che, per secoli, hanno avuto vocazioni diverse. Sulla riva destra si concentravano la vita civile e commerciale, sulla sinistra il centro religioso con il Duomo. Seguire questo filo è il modo più semplice per capire la città.

Piazza Mazzini, la “piazza grande”

Il cuore della riva destra è Piazza Mazzini, che i pesciatini chiamano anche piazza grande. Non ha la forma raccolta di tante piazze toscane: è lunghissima, a tratti sembra più una grande strada che una piazza, e verso nord si restringe a imbuto. Già alla fine del Duecento aveva un ruolo di primo piano come luogo di mercato, e ancora oggi è il salotto della città, con palazzi storici, portici e negozi lungo i lati.

A un'estremità domina il Palazzo del Vicario, di origine due-trecentesca, sede del Comune, con la torre dell'orologio; il suo aspetto neomedievale si deve a una ristrutturazione degli anni Venti del Novecento. Nel cortile si trova il Monumento alla Vittoria, bronzo dello scultore pesciatino Libero Andreotti. All'estremità opposta sorge l'oratorio della Madonna di Piè di Piazza, costruito nel 1447 in eleganti forme rinascimentali attribuite ad Andrea Cavalcanti detto il Buggiano: all'interno spicca il soffitto ligneo intagliato.

Camminando lungo la piazza guardate le facciate: il Comune segnala tra gli edifici più significativi l'oratorio dei Santi Pietro e Paolo, con la facciata rinascimentale, e Palazzo Turini, dove nel 1536 soggiornò l'imperatore Carlo V.

Il Palagio e la Gipsoteca Libero Andreotti

A pochi passi, affacciato sulla piazza del Palagio, sorge l'antico Palazzo del Podestà, edificato tra il XII e il XIII secolo. Dal 1992 ospita la Gipsoteca Libero Andreotti, che raccoglie circa 230 gessi provenienti dallo studio dello scultore, nato a Pescia nel 1875 e considerato tra i protagonisti della scultura italiana del primo Novecento. È una visita che sorprende anche chi non è appassionato d'arte: vedere i modelli in gesso aiuta a capire come nasce una scultura, e gli spazi del palazzo medievale restaurato valgono da soli la sosta. Per giorni e modalità di apertura consultate i canali ufficiali del museo.

Oltre il ponte: il Duomo

Dalla piazza, via Turini conduce al ponte del Duomo e quindi alla riva sinistra. La cattedrale è dedicata a Maria Santissima Assunta e a San Giovanni Battista. Quella che vedete oggi è in gran parte il frutto della ricostruzione barocca di fine Seicento su progetto di Antonio Maria Ferri, che trasformò la chiesa in un'unica navata con cappelle laterali; la facciata, rimasta a lungo incompiuta, fu realizzata più tardi in forme di ispirazione neoclassica. Il campanile, secondo la tradizione, era in origine una torre delle antiche mura: il cupolino che lo corona risale al 1771. All'interno si trova, tra le altre opere, il monumento funebre di Baldassarre Turini, opera di Raffaello da Montelupo.

San Francesco e la tavola di Bonaventura Berlinghieri

La tappa più preziosa, per chi ama l'arte medievale, è la chiesa di San Francesco, che sorge lungo il fiume. Fu iniziata nel 1241 e, dopo le trasformazioni del Settecento, i restauri del primo Novecento l'hanno riportata alle forme originarie. Qui è custodita la tavola dipinta da Bonaventura Berlinghieri nel 1235 con San Francesco e storie della sua vita: è datata appena nove anni dopo la morte del santo ed è considerata la più antica opera giunta fino a noi con le storie francescane. Nella chiesa si trovano anche affreschi quattrocenteschi e il Miracolo della mula di Giovanni Martinelli, del 1632.

Un consiglio pratico: le chiese sono luoghi di culto attivi. Visitatele fuori dagli orari delle funzioni, con un abbigliamento adeguato, e verificate sul posto eventuali chiusure.

Come organizzare la passeggiata

Un ordine comodo è partire da Piazza Mazzini, raggiungere il Palagio, attraversare il fiume verso il Duomo e chiudere con San Francesco. Senza soste lunghe bastano un paio d'ore; se entrate in Gipsoteca e nelle chiese, mettete in conto una mezza giornata tranquilla. Il lungofiume, con le sue vedute sulle colline, è piacevole soprattutto nelle ore più fresche.

Pescia è conosciuta anche come città dei fiori: se vi incuriosisce questa storia, leggete come Pescia è diventata la città dei fiori. E quando il centro vi sarà diventato familiare, salite verso la Valleriana e i suoi borghi: trovate le idee nella pagina sulle dieci castella e, più in generale, tra i dintorni di Casa Nonno Dino.

Pescia da vivere, con calma

Casa Nonno Dino è un appartamento di 100 mq al piano terra a Pescia, con giardino, parcheggio privato gratuito e due biciclette a disposizione degli ospiti.