Il borgo di pietra di Pontito arroccato sul versante boscoso della Valleriana, con il campanile in cima
Pontito, Valleriana — foto: Sailko · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons · fonte

Alle spalle di Pescia, risalendo il corso del fiume, il paesaggio cambia in fretta: la pianura lascia spazio a valli strette e boscose, e sui versanti compaiono piccoli borghi di pietra. È la Valleriana, conosciuta anche come Svizzera Pesciatina, un territorio di circa 50 chilometri quadrati che fa parte del comune di Pescia. I suoi dieci paesi fortificati, le dieci castella, sono una delle mete più belle per chi ama camminare.

Perché “Svizzera Pesciatina”

La tradizione attribuisce il soprannome a Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi, storico ed economista ginevrino, che avrebbe riconosciuto in queste montagne una somiglianza con quelle della sua terra. Alcuni studi, però, ritengono che la denominazione sia nata più tardi, nel Novecento. Qualunque sia l'origine, rende bene l'idea: boschi fitti, acqua, borghi compatti aggrappati ai crinali.

Le dieci castella

I borghi sono, da nord a sud: Pontito, Stiappa, Castelvecchio, San Quirico, Vellano, Sorana, Aramo, Fibbialla, Medicina e Pietrabuona. Nacquero come insediamenti fortificati in una zona di confine a lungo contesa tra le potenze toscane. Un undicesimo borgo, Lignana, fu distrutto nel 1364 e di esso resta la chiesa romanica. Il fiume Pescia, nella parte alta della valle, si divide in due rami che scorrono nella Val di Forfora e nella Val di Torbola e si riuniscono nei pressi di Ponte di Sorana.

  • Pietrabuona è il primo borgo che si incontra salendo da Pescia. Qui ha sede il Museo della Carta, che racconta la lunga storia delle cartiere della valle: ne parliamo nell'articolo sulle cartiere della Valleriana.
  • Castelvecchio custodisce la Pieve dei Santi Ansano e Tommaso, documentata già nell'879 e per secoli centro spirituale della Valleriana. L'edificio romanico, restaurato alla fine dell'Ottocento, ha una facciata divisa da due ordini di arcate con bifora e oculi, tre absidi semicircolari e capitelli scolpiti con motivi astratti e figure umane e animali; all'interno si è conservata la cripta, mentre il campanile è staccato dalla chiesa.
  • Pontito, arroccato a circa 745 metri, è tra i borghi più alti della valle e ha una caratteristica forma urbana “a campana”, ben leggibile dal versante opposto. Qui nacque nel 1763 lo scrittore Lazzaro Papi, a cui è dedicato il monumento nella piazza del paese.
  • Sorana dà il nome a un legume molto ricercato, coltivato in quantità limitate nella zona: scoprite di più nell'articolo sul fagiolo di Sorana.

Medicina, Fibbialla, Aramo, Vellano, San Quirico e Stiappa completano il quadro: ognuno ha le sue chiese, le sue piazzette e i suoi scorci, e vale la pena scoprirli senza fretta.

Camminare tra i borghi

La valle è attraversata da una rete di sentieri e antiche mulattiere che collegano i paesi tra loro. Esistono itinerari escursionistici che uniscono tutte le dieci castella partendo da Pietrabuona e risalendo il corso del fiume: percorrerli per intero richiede una lunga giornata di cammino, per questo molti scelgono di dividerli in tappe o di concentrarsi su due o tre borghi vicini. Una buona idea, per iniziare, è raggiungere un paese in auto e fare un anello breve nei dintorni, tenendo come obiettivo una chiesa o un punto panoramico.

Consigli prudenti: usate scarpe da escursionismo, portate acqua a sufficienza e una mappa aggiornata o una traccia scaricata in anticipo, perché in alcune zone il segnale del telefono può essere debole. Controllate il meteo, partite presto per rientrare prima del buio e informatevi sullo stato dei sentieri: dopo forti piogge alcuni tratti possono essere scivolosi o interrotti. Se non siete escursionisti esperti, valutate un'uscita con una guida.

Quando andare

Primavera e autunno sono le stagioni ideali: temperature miti, boschi verdi o colorati e giornate ancora abbastanza lunghe. In estate la quota e l'ombra dei boschi aiutano, ma evitate le ore centrali. In inverno le giornate corte e il possibile maltempo consigliano itinerari brevi e ben conosciuti.

Rispettare i borghi

Le dieci castella sono paesi abitati, non musei a cielo aperto. Parcheggiate negli spazi consentiti senza ostruire le strade strette, non entrate in cortili e proprietà private e riportate a valle i vostri rifiuti. Anche per le chiese vale la regola del rispetto: non sempre sono aperte, e le visite vanno fatte fuori dalle funzioni.

Per un quadro più completo della valle consultate la nostra pagina sulle dieci castella e gli altri dintorni.

Dopo il cammino, riposo in giardino

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