Il borgo di Montecarlo sulla collina tra uliveti, con le Alpi Apuane innevate sullo sfondo
Montecarlo e le Alpi Apuane — foto: Pamyd85 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons · fonte

Basta uscire da Pescia verso le colline per accorgersene: i versanti sono punteggiati di uliveti e, qua e là, di filari di vite. Tra la Valdinievole e la Piana di Lucca il vino e l'olio non sono un'attrazione costruita per i visitatori, ma una presenza quotidiana del paesaggio. Questa guida non vi indica cantine o frantoi da visitare: vi aiuta a orientarvi tra le denominazioni che troverete in etichetta, così da scegliere con consapevolezza.

Montecarlo DOC: il borgo del vino a due passi

Poco oltre il confine con la provincia di Lucca, il borgo fortificato di Montecarlo domina dalla sua collina una delle zone vinicole più caratteristiche della Toscana nord-occidentale. La denominazione di origine controllata Montecarlo comprende parte dei territori dei comuni di Montecarlo, Altopascio, Capannori e Porcari. La DOC è stata riconosciuta nel 1969 per il bianco, mentre il rosso è arrivato successivamente.

La particolarità di questa zona è storica: alla fine dell'Ottocento i viticoltori locali affiancarono ai vitigni tradizionali alcune varietà francesi, come Sauvignon, Sémillon, Pinot bianco, Pinot grigio e Roussanne tra i bianchi, Merlot, Cabernet e Syrah tra i rossi. Ne è nata una convivenza che dura da oltre un secolo e che si ritrova nel disciplinare:

  • Montecarlo Bianco: base di Trebbiano Toscano, affiancato da varietà come Sémillon, Pinot, Vermentino, Sauvignon e Roussanne;
  • Montecarlo Rosso: base di Sangiovese, con Canaiolo nero, Ciliegiolo, Colorino, Malvasia nera e le varietà internazionali;
  • tipologie da singolo vitigno (tra cui Vermentino, Sauvignon, Syrah, Merlot, Cabernet Sauvignon), il Rosso Riserva e il Vin Santo, anche nella versione Occhio di Pernice.

Valdinievole DOC: il vino della valle di Pescia

Meno nota, ma ancora più vicina, è la DOC Valdinievole, riconosciuta nel 1976. La zona di produzione comprende vigneti in diversi comuni della valle, tra cui Pescia, Buggiano, Uzzano, Massa e Cozzile, Montecatini Terme, Monsummano Terme, Pieve a Nievole, Larciano, Lamporecchio, Marliana, Chiesina Uzzanese e Ponte Buggianese.

Le tipologie previste sono Bianco e Bianco superiore, Rosso e Rosso superiore, Sangiovese e Vin Santo. Nei bianchi e nel Vin Santo il protagonista è il Trebbiano Toscano, mentre nei rossi troviamo il Sangiovese insieme al Canaiolo nero. È una denominazione piccola, legata a produzioni locali: se la trovate, vale la pena assaggiarla proprio per il suo legame diretto con il territorio che state visitando.

Colline Lucchesi DOC

Spostandosi verso Lucca, sulle colline a nord della città, si incontra la DOC Colline Lucchesi, la cui zona di produzione si estende nei comuni di Lucca, Capannori e Porcari. Può essere l'occasione per un abbinamento “a tema” dopo una giornata in città: trovate idee per la visita nella nostra guida a Lucca in giornata.

L'olio: il Toscano IGP e le sue menzioni geografiche

Se il vino ha diverse denominazioni, l'olio extravergine della regione si riconosce soprattutto da una sigla: Toscano IGP, Indicazione Geografica Protetta riconosciuta nel 1998. Il disciplinare prevede che tutte le fasi, dalla produzione delle olive alla molitura fino all'imbottigliamento, avvengano nel territorio della Toscana.

In etichetta il Toscano IGP può essere accompagnato da una menzione geografica aggiuntiva, se l'olio rispetta i requisiti specifici. Tra le menzioni previste ce ne sono due particolarmente vicine a Pescia:

  • Colline Lucchesi: olio ottenuto in prevalenza da olive della varietà Frantoio, con una quota di Leccino;
  • Montalbano: legata alla zona del Montalbano tra le province di Pistoia e Firenze, che comprende anche comuni della Valdinievole orientale come Monsummano Terme, Larciano e Lamporecchio. Tra le varietà ammesse ci sono Leccino, Moraiolo, Frantoio, Pendolino, Rossellino e Piangente.

Le altre menzioni riguardano zone più lontane: Seggiano, Colline della Lunigiana, Colline di Arezzo, Colline Senesi, Colline di Firenze e Monti Pisani.

Un consiglio pratico: le bottiglie di Toscano IGP riportano un contrassegno; secondo il Consorzio di tutela, inquadrandone il QR code o inserendone il codice si accede alle informazioni di tracciabilità del prodotto. Un modo semplice per conoscere la filiera di ciò che portate in tavola.

Come godersi vino e olio durante il soggiorno

Non serve un programma complicato. L'olio nuovo, tipico della stagione della raccolta, dà il meglio di sé nel modo più semplice: su una fetta di pane toscano, oppure a crudo su un piatto di Fagioli di Sorana. Il vino, bevuto con misura, accompagna bene una cena all'aperto dopo una giornata di gite.

Casa Nonno Dino offre proprio questo tipo di ritmo: una cucina abitabile completa di elettrodomestici, un ampio giardino condiviso con area barbecue e un soggiorno con vista sul verde. E per chi ha in programma di assaggiare, un promemoria importante: se si beve, meglio non guidare. La stazione ferroviaria di Pescia è a circa 500 metri dalla casa, un'alternativa utile per alcune gite (trovate qualche idea in muoversi senza auto).

Il periodo più suggestivo per scoprire questi sapori è l'autunno, tra vendemmia e raccolta delle olive: ne parliamo in autunno e inverno in Valdinievole. Per eventuali manifestazioni legate a vino e olio nei borghi della zona, date e programmi vanno sempre verificati sui canali ufficiali dei Comuni, delle pro loco e dei consorzi di tutela.

Un calice in giardino

Dopo una giornata sulle colline, Casa Nonno Dino vi aspetta con cucina abitabile attrezzata, ampio giardino condiviso con area barbecue e parcheggio privato gratuito.